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Le Nostre prove LA NOVITA’ Tanto per restare in casa Suzuki ad esempio, la Ignis si colloca a metà strada tra la versatilità, l’economicità e la spaziosità di una Wagon R+ e le virtù stradali di una Jimny. Disponibile inizialmente con la sola trazione anteriore, la Ignis sarà presto affiancata da una più intrigante sorella con la trazione integrale in grado di raggiungere senza problemi anche lo chalet in montagna. I prezzi: 23.900.000 lire per la versione base e 26.900.000 lire per la 4x4. NOME A PARTE Con questi attributi, la Ignis si prepara a infiammare gli animi e ad accendere gli entusiasmi di chi è alla ricerca di qualche cosa di insolito nel mondo delle "piccole", ma sfortunatamente la scelta del nome non è stata altrettanto illuminata. Chi mastica un po’ di latino, infatti, non avrà difficoltà a capire che Ignis è la traduzione di "fuoco", ma il mercato italiano è abituato ad associare il nome Ignis a frigoriferi, lavatrici e lavastoviglie e la confusione rischia di creare qualche spiacevole equivoco. Certo, una lavatrice con un motore da 1.3 litri interamente in alluminio, doppio albero a camme in testa, quattro cilindri, sedici valvole e 83 cavalli non si è mai vista, ma è meglio ribadire chiaramente che, malgrado il nome, la Ignis non ha proprio nulla a che vedere con un elettrodomestico. OCCHIONI A MANDORLA La linea è innovativa e trasmette sensazioni differenti a seconda del lato da cui la si osserva. Il frontale con gli occhioni a mandorla è inconfondibilmente made in Japan e assomiglia a una tradizionale berlinetta da città tutta shopping e famiglia; il profilo tradisce una maggiore vocazione per il fuoristrada e la coda alta con il portellone si ispira in maniera più evidente al mondo delle sport-utility. Nonostante il lavoro di collage, l’insieme è risultato piacevole e le tre facce della Ignis si armonizzano abbastanza bene. FAMILY FEELING La parte meno originale del cocktail rimane il volto, ma il family-feeling c’è tutto, la griglia del radiatore non lascia dubbi sulle origini e solo la maggiore altezza lascia intuire che non si tratta della solita city car. Il maquillage del frontale è completato da un generoso spoiler inferiore con presa d’aria e dal vistoso alloggiamento per i fendinebbia (un optional da richiedere senza esitazione per non lasciare tristemente vuote le predisposizioni), mentre le linee tese delle fiancate sono sottolineate dal caratteristico fascione in tinta con la carrozzeria che raccorda il passaruota anteriore a quello posteriore. TIR IN SCALA RIDOTTA La lista degli optional prevede anche un pacchetto di caratterizzazione più sportiva con i soliti profili aerodinamici e il fascione lungo le portiere in materiale plastico a bolle. Da evitare come il fuoco. Posteriormente, invece, la Ignis sfoggia un look più originale con i fari posizionati in alto lungo il montante e ben visibili, il paraurti con i retronebbia integrati e il pratico portellone di carico. Una volta aperta la stiva, si scopre un bagagliaio molto regolare e un volume che può variare da 181 a 419 litri. La soglia di carico non è bassissima, ma lo spazio interno è sapientemente sfruttato e non mancano soluzioni utili come il vascone amovibile da 19 litri nascosto sotto il piano del bagagliaio e la razionalità con cui si abbattono i sedili posteriori sdoppiati: un solo movimento con i poggiatesta sempre montati e si guadagna una capacità a prova di trasfertone con masserizie al completo. SENZA GANCI Purtroppo, gli interni non ardono di altrettanta originalità, ma le finiture sono buone, la generosa altezza interna assicura comfort per tutti e la visibilità è davvero panoramica. Sedile guida regolabile in altezza con supporto lombare, vasche porta oggetti disseminate ovunque (il cassettino del cruscotto è minuscolo, ma c’è un contenitore sotto il sedile del passeggero), gli immancabili porta bicchieri e una rassicurante assenza dei soliti inserti in finta radica, completano un quadro che fa della funzionalità la sua tinta migliore. Le dotazioni di serie sono all’altezza delle ambizioni e comprendono il servosterzo elettrico, il condizionatore, il doppio airbag e l’ABS con EBD (di serie solo per la 4x4), ma sorprendentemente manca qualsiasi forma di gancio interno dove poter appendere una giacca: è evidente che il carattere focoso della Ignis richiede un abbigliamento più sportivo e informale. C'E' ANCHE LA 4WD Ma le novità non sono finite e le sorprese continuano anche sotto il cofano dove è stato imbullonato un nuovo motore in alluminio da 1328cc in grado di erogare 83 cavalli a 5500 giri e rispettare le norme anti inquinamento Euro3. Prestazioni? Ecco gli unici dati dichiarati dai tecnici giapponesi di casa Suzuki: velocità massima di 160 Km/h (155 km/h per la 4WD) e un consumo combinato di 6,4 litri per 100 km (6,9 l/100Km per la 4WD). A questo punto non resta che catturare la versione giusta e la scelta tra due o quattro ruote motrici diventa l’unica variabile possibile. La 4WD costa tre milioni di lire in più, ma l’ABS è di serie mentre per la due ruote motrici è un optional da 1.800.000 lire. E poi l’immagine della Ignis merita sicuramente la trazione integrale.
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