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COM’È Ci sono veicoli che "scottano", moto o auto che siano. Sono talmente famosi e identificabili con una forma, che quando occorre rimetterci mano c’è da perderci il sonno. La Monster (o "il Monster" come lo chiamano in Ducati) è uno di quei veicoli. Da quando è arrivato, 15 anni fa, inventando di sana pianta il segmento delle naked sportive è sempre stato uguale. Aggiornato dappertutto (motori, telai, forcelloni) ma sempre uguale e per questo inconfondibile. VOLTA PAGINA Arriva poi il momento in cui gli aggiornamenti non bastano più, occorre ripartire da zero. Quello è il momento più difficile, si è davanti ad un bivio. O si cambia tutto (esempio pratico la Honda Hornet), o si rimane fedeli alla linea. Trattandosi di Ducati la seconda opzione era la più ovvia, ma rifare il Monster senza snaturarlo era un compito di quelli da mettere i brividi. Insomma non era facile, ma in Ducati sono riusciti nell’impresa. Hanno iniziato dal basso, con la 696 arrivata giusto un anno fa e ben accetta dal mercato. Ora rilanciano con la 1100 che è la vera erede della prima M900 e con i suoi 1078 cc effettivi è, al momento, la Monster di maggiore cilindrata mai prodotta a Borgo Panigale. CARTA CARBONE La 696 nacque già con una piattaforma in grado di reggere cilindrate superiori. Ecco perché per il 90% dei componenti, la 1100 copia con la carta carbone la piccola che l’ha preceduta. Stesso telaio, stesse pedane, stesso faro, stessa strumentazione, stesso serbatoio con prese d’aria integrate. E sono identici anche i "cannoncini" rialzati i lati del codino, anche se in questo caso sono differenti i diametri dei collettori e compare una valvola parzializatrice allo scarico. PERDE UN BRACCIO A differenziarla (per fortuna) arriva il forcellone monobraccio, nuovo (non è quello delle Superbike) pesa solo 5 kg, e secondo Ducati è il migliore mai prodotto a Borgo Panigale per rapporto peso/rigidità, superiore addirittura a quello della 1098. Il forcellone lascia in bella vista un bellissimo cerchio a cinque razze, ma non è il solo a rendere la 1.100 più pregiata. TUTTO RADIALE Il manubrio ha una finitura satinata, e le pompe (freno e frizione) sono radiali e questo basta a guadagnare il 17% di potenza frenante in più rispetto alla "Monsterina" con cui la 1100 condivide pinze, dischi e pastiglie. Inoltre, per aumentare la luce a terra si allungano la forcella (cresce l’escursione da 120 a 130 mm e arrivano le regolazioni) e l’archetto di ancoraggio dell’ammortizzatore. Cambiano anche le dimensioni degli pneumatici ora gli ottimi Bridgestone BT 016 in misura 120/70 e 180/55. PIÙ ALTA Risultato: la Monster 1100 si alza di 40 mm e guadagna gradi di inclinazione rispetto alla 696 e anche un aspetto più "adulto". Altri dati vitali della Monster sono l’interasse di 1.450 mm (sulla 1.000 era 1462), l’avancorsa di 87 mm e l’angolo di sterzo di 24°. DESMOLEGGERO Il motore è apparentemente lo stesso Desmodue che già lavora sulla Multistrada e sulla Hypermotard. In realtà la sua costruzione è più evoluta. Sfruttando il sistema Vacural già utilizzato per la 848 si sono risparmiati 3 kg di peso sui carter motore, in più c’è un nuovo radiatore dell’olio piazzato proprio davanti ai tubi del telaio. I NUMERI Si tratta dell’ultima evoluzione del bicilindrico a due valvole con frizione a secco, capace di 95 cv a 7.500 giri, un dato certo non eclatante se si considerano le scuderie delle naked di oggi. In compenso dove il pompone Ducati si è sempre difeso alla grande è nella coppia e nell’erogazione. TANTA COPPIA TUTTA SOTTO Il picco massimo della coppia (10,5 kgm) è raggiunto a soli 6.000 giri, ma a 3.000 ce ne sono disponibili già più di 9. Mettete sul piatto anche il peso più ridotto della categoria (169 kg a secco) ed avete in mano più o meno tutti gli elementi per capire di che pasta sia fatta la nuova Monster. OHLINS PER LA S Se poi questo non vi bastasse eccovi bell’e pronta la S. Per lei forcella e mono Ohlins (regolabile anche in compressione), un po’ di carbonio sparso qua e la e flangia dei dischi in alluminio. Elementi sufficienti per far scendere il peso di un altro kg (siamo a 168), e far scendere anche il vostro conto corrente di altri 2.000 € che vanno aggiunti agli 11.200 richiesti per la versione standard.
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