COME E' Se la perfezione esiste, questa Kawasaki ne è un'interprete molto fedele. La differenza tra l'ultima ZX-6 e le precedenti 600 di Akashi è tutta qui: la nuova Ninja fa dell'armonia il suo punto forte. Una dote che, unita all'irrinunciabile aggressività di ogni Kawasaki, fa di questa ZX-6 un mix davvero esplosivo. Lo stesso effetto che nel 1985 fece la GPZ 600 R, musa ispiratrice di tutte le supersportive 600.
LINEE MORBIDE MA AFFILATE allo stesso tempo. La moto quasi accucciata sulla ruotina anteriore per sparare verso l'alto il codino. Le due prese d'aria sotto il faro. Nella classica colorazione verde Kawasaki la ZX-6 è inconfondibile. Il family feeling con il modello '97 è evidente. Una strategia azzeccata: sarebbe stato un delitto rivoluzionare una linea che ha riscosso tanti consensi. La 600 Kawasaki è bella così.
IL TRUCCO E' K-TRIC Ma allora dove stanno le tanto attese novità? Sotto la carena. Sono molte e tutte importanti. Ecco perché la ZX-6R Kawasaki può essere considerata una moto completamente nuova. Più leggero e compatto il motore: il quattro cilindri in linea si avvantaggia di tanti piccoli interventi per "prendere" più giri senza intaccare l'affidabilità. Tutta nuova anche la batteria di carburatori impreziosita dalla gestione elettronica K-Tric. Non la solita diavoleria giapponese pronta per la pensione dopo un paio di stagioni, ma un dispositivo davvero utile. E infatti un motore Kawasaki da 14.000 giri non era mai stato così mansueto e regolare. Un passo avanti che si nota già al minimo, dove questo quattro cilindri fa dimenticare gli altri Kawasaki: non gira "quadrato", non disturba con il rumore della catena di distribuzione.
CICLISTICA OK Ma lo sforzo nel rendere la ZX-6 una moto facile e dal feeling immediato si nota soprattutto negli interventi apportati alla ciclistica: un radiatore curvo permette una posizione della forcella ancora più "in piedi". L'avancorsa si riduce e allora, per mettersi al riparo da qualsiasi problema, il telaio perimetrale viene irrigidito qua e là. Una forcella di diametro maggiore e nuovi dischi freno più grandi completano il capolavoro Kawasaki sulla ciclistica della ZX-6. Un'occhiata rapida a strumentazione, verniciature e comandi sono lo stimolo ultimo e inesorabile a prendere le pagine gialle e cercare il concessionario Kawasaki più vicino. I 17.130.000 lire da sborsare la ZX-6 Ninja se li merita tutti.
IN SELLA Polsi non troppo caricati, pedane alla giusta altezza. La posizione di guida è OK, sportiva ma non esasperata. Solo la sella sembra un po' troppo alta rispetto ai manubri, ma basta farci l'abitudine. L'impressione è che il fondo schiena "spari" verso l'alto e che la sella spinga in avanti. Allora meglio stare avanzati e attaccati al serbatoio: alle prime curve non si potrà che apprezzare un assetto così compatto. Una esse, un curvone veloce, uno scollinamento. Sorge spontanea una domanda: perché le altre Kawa non erano così? Leggera, intuitiva, docile ai comandi del pilota, già dopo poche curve sembra di guidarla da una vita. Difficile conciliare un avantreno solido e sicuro con un'agilità che è un punto di riferimento. Kawasaki ZX-6 ci riesce.
PECCATO PER LE GOMME, le Dunlop D204 J. Tutto bene per disegno e misure (la configurazione J è stata sviluppata apposta per questo modello) che garantiscono un appoggio sicuro. Le pecche emergono invece per quanto riguarda la mescola del posteriore. In pista va presto in crisi e in uscita di curva, come si apre il gas, la sensazione è di poca trazione.
SPINGE DA SUBITO Colpa (si fa per dire...) anche del quattro in linea di Akashi. Questo 600 offre una spinta non indifferente: i 108 cavalli si sentono tutti, con una verve inusitata già dai bassi regimi. Teniamo spalancato il gas: come previsto a 7.000 giri arriva una botta veemente. Si arriva in fretta a 10.000. A orecchio vorremmo cambiare. Saremmo già contenti. Ma il contagiri dice che si può andare avanti. Osiamo. Sorpresa: c'è un altra entrata in coppia! Da 10 a 14 mila giri il motore urla e allunga da far paura. Sembra un settemmezzo.
IL CAMBIO E' MIGLIORABILE Infiliamo comunque i sei rapporti uno dietro l'altro, ci accucciamo per bene dietro al cupolino (rimanendo rialzati protegge solo fino a 180) e dopo solo un chilometro ci troviamo proiettati a oltre 245 orari. Insistendo con la manetta tocchiamo poco dopo i 255 effettivi promessi dalla cartella stampa. Grande ZX-6: efficace in pista, estremamente gratificante su strada, sicura, facile da portare al limite. Una quadricilindrica dedicata agli amanti del bicilindrico. Che la provino, potrebbero cambiare bandiera da un giorno all'altro.