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Cagiva Navigator 1000

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Ciclistica d’eccellenza e motore al nandrolone. La Cagiva Navigator offre una guida appagante e prestazioni super. Una vera maxi-supermotard, con una spiccata vocazione per le curve.

Lunedí, 30 Aprile 2001

Stefano Cordara

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COM’È "In una fantasia da motociclista avido, verrebbe da pensare di che cosa sarebbe capace questa moto con pneumatici sportivi e magari il motore di una 748… Costruttori di special siete avvisati". Riprendiamo il discorso la dove lo avevamo lasciato il 26 luglio 1998 giorno della prova della Cagiva Gran Canyon 900, una moto che sotto le mentite spoglie di un’enduro nascondeva un’anima da sfacciata limapedane.
Ci avevamo preso gusto, con la 900 Cagiva, al punto che i suoi 75 cavalli alla fine della prova ci sembravano addirittura pochini se comparati alla ciclistica rocciosa della supermotard varesina… Ecco dunque il perché della frase che chiudeva il pezzo, speravamo che qualche maneggione delle due ruote mettesse mano alla Gran Canyon e la bombardasse un po’.

TURISTA CON BIRRA Di Gran Canyon con motori 748, 916 o 996 alla fine non abbiamo avuto notizia, poco male perché a raccogliere le nostre richieste è stata addirittura la Casa madre, insomma ci ha pensato la Cagiva. Sebbene sia stata presentata con placide livree monocromatiche e con tanto d’accessori turistici, la Navigator 1000, ha nel DNA lo stesso carattere turbolento della progenitrice.
È meglio rifinita, più curata nei particolari, anche più confortevole per quel che riguarda la protezione aerodinamica, in poche parole ha migliorato molti dei limiti della Gran Canyon ma ha aggiunto anche tanta birra in più.

CUORE GIAPPONESE Il motivo è semplice… saranno state le nostre richieste (ma non vorremmo darci tutta questa importanza) sarà stato l’accordo con Suzuki (molto più probabile), ma incastrato nel telaio della Navigator (un contorto traliccio d’acciaio, diretta emanazione di quello della Gran Canyon) staziona un poderoso twin giapponese a iniezione da 996 cc (ma guarda un po’ il caso...) lo stesso che spinge le naked Raptor e V-Raptor. Due cilindri, quattro valvole, iniezione elettronica, distribuzione mista catena-ingranaggi. Il bicilindrico Suzuki è senza dubbio uno dei più evoluti in circolazione, in versione "originale" supera agevolmente i 130 cavalli. Qui non è stato necessario arrivare a tanto, anche perché con i suoi 97 cv la Navigator è una delle maxi enduro più potenti sul mercato, superata solo dalla Triumph Tiger che però ha un motore tre cilindri.

COMPATTA E AGGRESSIVA Snella e compatta, la Navigator rifugge dalle sibaritiche dimensioni di alcune concorrenti sfoggiando una linea abbastanza smilza e uno sguardo quantomai aggressivo che ben evidenzia l’indole della enduro Cagiva. Davvero bella la parte frontale con i gruppi ottici a occhio d’insetto e la carenatura molto equilibrata. Bella anche la sottile parte posteriore, con le fiancatine che ricoprono appena i due poderosi silenziatori rialzati d’alluminio, un particolare che ricollega la Navigator con il mondo delle maxi enduro.

IL MEGLIO SU ASFALTO Ma, chiamare enduro questa moto suona un po’ male, perché la sensazione è che gli sterrati la Navigator non li voglia nemmeno vedere, non per nulla esce dalla catena di montaggio con pneumatici scolpiti e non tassellati. L’anima sportiva emerge anche dalle sospensioni, tarate sul rigido, che hanno anche un’escursione abbastanza ridotta, dall’impianto frenante con due padelloni da 296 all’avantreno fermati da pinze a quattro pistoncini e dal diametro del cerchio anteriore che ha calettatura da 18 pollici (mentre tutte le concorrenti adottano la soluzione da 19 pollici). Insomma, tutto sembra creato per offrire il massimo nella guida su asfalto; questo non significa però che la Navigator non offra la possibilità di qualche escursione off road, occorre solo essere ben consci dei suoi limiti.

SENSAZIONE DI ASSORBIMENTO La Gran Canyon era, se possibile, ancora più sportiva, non offriva, infatti, una protezione aerodinamica degna di questo nome. Sulla Navigator invece la situazione del comfort migliora molto: il plexiglas trasparente promette una protezione adeguata anche per affrontare lunghe trasferte, l’abitabilità è buona sia per il pilota che per il passeggero, anche se la sella ha l’imbottitura in po’ dura. Proprio la sella ha mostrato un fastidioso senso di "assorbimento". In caso di pioggia accumula acqua che poi rilascia lentamente dalle cuciture laterali, inumidendo le gambe di chi guida anche quando "fuori" c’è il sole.

PRATICAMENTE SPORTIVA Sul fronte praticità la 1000 Cagiva dice la sua ma senza esagerare. I corposi silenziatori hanno la sezione ovale per garantire il montaggio più aderente delle borse laterali (ci sono anche quelle originali offerte in optional). C’è anche un bella piastra su cui fissare il bauletto, peccato però che manchino i ganci per fissare una rete elastica. Dove la Navigator non convince è nella strumentazione. Ok l’indole sportiva, ma la "cagivona" è anche una moto che strizza l’occhio ai grandi viaggi. Per questo utilizzo offre una strumentazione un po’ risicata. Manca l’indicatore del livello carburante (ma c’è la spia) manca anche l’orologio digitale e, a dirla tutta, contagiri e tachimetro sono troppo piccoli, con cifre minuscole che non aiutano certo nella lettura immediata; perché non farli un po’ più grandi? Lo spazio dietro al cupolino ci sarebbe.

COPPIA SCOMODA Peccato anche che Cagiva si ostini a proporre il serbatoio diviso in due parti distinte. La capacità complessiva è di 20 litri (dieci per parte) e ogni volta che si va a fare il pieno occorre riempire prima un serbatoio poi l’altro. Non è il massimo. Così come non è il massimo il cavalletto laterale (il centrale non c’è), scomodo da azionare stando seduti in sella. Poco male, anche perché la Navigator ripaga l’acquirente con i fatti. Con lei il piacere di guida è davvero ai massimi livelli. Un gusto che raramente abbiamo trovato su altre moto del genere. E poi costa anche poco: 9839 Euro per l’esattezza (19 milioni di lire). Con poco meno di venti milioni si entra in possesso di una moto versatile e molto, molto divertente.


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