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Moto LA NOVITA' Con la classica livrea Aprilia ma disponibile anche nella versione nero/grigio, appaga l’occhio per la sensazione di sostanza che traspare dalle sue forme. Si potrebbe confonderla con la sorella minore da 250cc e motore a due tempi: la Mille è una moto compatta che condensa in dimensioni contenute, l’interasse supera di poco i 1. 400mm (1415 per l’esattezza), l’esperienza maturata nelle corse. IL CUORE Tutto il progetto gravita intorno al cuore della moto che sostanzialmente è la vera novità nell’agguerrito mondo delle due ruote sportive. Il motore bicilindrico a V di 60° con distribuzione a doppio albero e 4 valvole per cilindro, concepito integralmente da Aprilia ma prodotto da Rotax, ha una cilindrata di 997cc e il vantaggio di avere dimensioni ben più contenute rispetto a bicilindrici con un angolo maggiore, contenibile quindi in una ciclistica compatta. IPERPROTETTIVA Ma se apparentemente la vera novità è il propulsore, non è sicuramente da meno lo studio aerodinamico della carena, partendo dal cupolino fino alla profilatura del codino trasformabile in monoposto. Effettivamente l’originale conformazione del faro anteriore diviso in tre unità distinte, impone una linea poco convenzionale del frontale, ma nella pratica risulta che il Cx della nuova Mille della Casa di Noale vanta il valore più basso in assoluto, solo 0.3010. DESIGN DA GUERRE SPAZIALI Se di originalità si parla, anche il codino non è da meno. Purtroppo le linee sono davvero poco innovative, il fanale posteriore risulta parzialmente celato da una struttura color allumino simil giocattolo spaziale che rimpicciolisce ingiustamente la zona dedicata (soltanto teoricamente) al passeggero che, come per ogni super sportiva che si rispetti, è assolutamente sacrificata e priva di ogni eventuale appiglio. CICLISTICA OK Inutile negare che, per fare grande questa Mille bicilindrica, la Casa di Noale abbia pescato abbondantemente dal migliore calderone tecnologico disponibile e così l’avantreno vanta una forcella a steli rovesciati con una ampia gamma di regolazioni, abbinata a una coppia di dischi freno da 320mm sovrastata da pinze Brembo. TELAIO IN ALLUMINIO C’è chi l'ha definita tubo da stufa, chi invece la ciminiera del Titanic, sta di fatto che in effetti il grosso scarico in alluminio non si è aggiudicato grandi consensi, la realtà vuole l’argentea marmitta è già in regola con le normative europee di prossima applicazione in fatto di decibel, evitando domani al pilota le sanzioni del caso. Lo scarico fa capolino su lato destro della moto al di sotto di uno splendido forcellone a banana, caratteristica destinata fino ad ora esclusivamente alle due ruote del mondiale velocità. Ma è il telaio in alluminio, il prezioso collante fa prua e poppa, strutturato con una doppia trave diagonale, che rivela la cura realizzativa che si dedica ad un gioiello, peccato che sia parzialmente celato dalla carena.
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