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Scooter COM’È Dopo aver costruito milioni di ciclomotori tradizionali la Peugeot sembrava avere abbandonato definitivamente la ruota alta a favore dello scooter. Al recente Motorshow, invece, ha fatto capolino il Looxor, cicloscooter che vuole andare a rosicchiare un po’ di mercato ai vari Aprilia Scarabeo, Honda SH, Malaguti Ciak, MBK Flipper eccetera. UGUALE MA DIVERSO Looxor si propone con un look diverso dalla concorrenza, anche se è difficile inventarsi qualcosa di davvero innovativo in questo settore. In ogni caso, gli spunti originali non mancano. Per il suo ruota alta la Peugeot (che ha un reparto design interno dedicato esclusivamente alle due ruote) non ha seguito la strada già tracciata da alcuni concorrenti, quella cioè di condire la linea con richiami rétro. Il Looxor, infatti, ha un’estetica moderna con un segno d’indiscutibile distinzione nel design del faro anteriore: nel suo sorrisone sono racchiusi il proiettore anteriore e gli indicatori di direzione. Proprio nel gruppo ottico anteriore si ritrovano, anche se addolciti, alcuni temi stilistici cari a Peugeot. Particolare anche la coda slanciata, con gli indicatori di direzione piacevolmente integrati (ma molto simili a quelli del Malaguti Ciak). Non manca un piccolo portapacchi già pronto ad ospitare un eventuale bauletto. CENTO DA SEMPRE Riguardo alla cilindrata, i 100 cc rappresentano una scelta classica per la Casa transalpina; in tempi non sospetti, quando la concorrenza neppure pensava ai 100 cc, la Peugeot aveva già in commercio tre modelli col motore "gonfiato". In questo momento, in cui i cinquantini stanno vivendo un periodo di crisi sarà probabilmente proprio il 100 a fare la parte del "leone" tra i due Looxor. Anche perché viene offerto a un prezzo molto competitivo: 4.640.000 lire franco concessionario, una quotazione concorrenziale addirittura con la produzione coreana. Non solo, ma nel prezzo sono compresi il bauletto e l’immobilizer, oltre al freno a disco posteriore, una rarità tra gli scooter 100 a ruota alta. Un milione in meno è richiesto per il 50, in listino a 3.690.000 lire, cifra allineata a quelle proposte della concorrenza. SOTTO SPAZIO Il bauletto, su Looxor, è particolarmente utile, poiché lo spazio sotto la sella non è molto ampio, ci sta giusto giusto un casco jet. Sulla sella c’è un gancio per la borsa ma, tranne che sotto la sella, non ci sono altri vani disponibili: in Peugeot hanno preferito non sacrificare troppo l’abitabilità e quindi lo scudo è privo di qualsiasi anfratto. Un problema di praticità, in parte risolto da una soluzione semplice e innovativa al tempo stesso. SELLA ELETTRICA L’apertura della sella è infatti comandata elettricamente dal blocchetto di accensione, per sbloccare la serratura non occorre nemmeno spegnere il motore. La fastidiosa operazione spegni-scendi-apri, con Looxor si risolve in due mosse, si gira la chiave verso destra e si alza la sella. Una gran comodità. Di contro, con un comando del genere è facile cadere nell’errore di aprire la sella ogni volta che si accende lo scooter. Occorre farci un po’ l’abitudine. SOTTO CONTROLLO Dove il Looxor non stupisce è nella strumentazione. Il cruscottino non rende giustizia alla look moderno del cicloscooter Peugeot; lo spazio sul manubrio ci sarebbe ma gli strumenti si ammassano in un'unica finestra ellissoidale. Solo il tachimetro è analogico mentre il resto delle informazioni è demandato a tre spie e a un piccolo display LCD che, oltre al livello carburante, ha le mansioni contachilomteri totale e parziale e orologio. Tra l’altro, la qualità della plastica grigia che circonda il cruscotto non sembra essere all’altezza delle altre componenti: perché non farla verniciata come il resto? MOTORI RIVISTI I motori di Looxor sono i classici due tempi a cilindro verticale di casa Peugeot, adattati per l’utilizzo con un ruota alta. I supporti sono stati studiati attentamente e utilizzano nuovi silent-block per assorbire le vibrazioni. Il "50" offre 3,9 cavalli a 6500 giri mentre il "100" arriva a 9,3 cv a 7250 giri. Il 100 in particolare è stato sottoposto ad una cura ricostituente: un impianto di scarico completamente ridisegnato ne ha notevolmente migliorato l’erogazione della coppia a tutto vantaggio delle prestazioni e della fluidità di funzionamento. Entrambi rispettano la normativa Euro 1 in fatto di emissioni inquinanti.
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