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Scooter

Yamaha Aerox 100

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Per gli "smanettoni" che ancora non possono guidare una vera moto sportiva, l’Aerox raddoppia e diventa 100 cc. La versione "muscolosa" dello scooter sportivo Yamaha ha tanto sprint in più e due chili in meno del cinquantino. Quanto basta per renderlo tra i più divertenti della categoria.

Venerdí, 18 Maggio 2001

Alfredo  Verdicchio

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COM’È La produzione di scooter sportivi è sempre stata una prerogativa delle più grandi Case costruttrici, specie per quelle che con le moto sportive si sono imposte sul mercato delle due ruote. A lanciare la moda, anni fa, è stato il Malaguti Phantom F12. Poi, la richiesta di scooter sempre più sportivi è cresciuta esponenzialmente, grazie anche alla contemporanea crescita d’interesse dei più giovani, ma non solo.
Facile per le Case fiutare il business, altrettanto facile arrivare ad essere circondati da una miriade di scooter ispirati alle moto sportive. Prima erano solo cinquantini, dedicati soprattutto agli adolescenti, oggi invece gli scooter sportivi sono indirizzati anche ai giovanotti un po’ più cresciuti, che ben volentieri accolgono le versioni "gonfiate". Come l’Aerox 100.

UGUALE, ANZI DIVERSO Il nuovo superscooter condivide con il 50 l’avveniristico design, che ben rappresenta l’immagine racing del marchio giapponese. Il 100 ripresenta quindi lo scudo molto inclinato e appuntito del fratellino, ma non propone più le due griglie centrali per il radiatore, sostituite da due piccole aperture sotto il blocco fanale. Il perché di questa sparizione è semplice: il raffreddamento a liquido non c’è. Per essere davvero competitivo un centino deve costare poco. Ecco quindi che l’Aerox 100 abbandona soluzioni tanto sofisticate quanto costose e pesanti in favore di una semplicità che alla fine alleggerisce il listino. Va vista in quest’ottica la scelta di dotare il cento Yamaha di un motore da 101 cc raffreddato ad aria, mentre il 50 utilizza un sofisticato motore con raffreddamento a liquido.

FRENI A GAMBERO Un po’ meno giustificata invece la corsa del gambero fatta dai freni. Il 50 vantava una coppia di sportivissimi dischi, mentre  sulla ruota posteriore del 100 spunta un tamburo da 130 mm. Perché? Va bene la semplificazione, ma dai freni vorremmo sempre il massimo. Per fortuna sull’anteriore ritroviamo un performante impianto Brembo da 190 mm, con tubazioni in treccia metallica di tipo aeronautico. Alla fine comunque queste modifiche hanno fatto bene all'Aerox, almeno per quel che riguarda il peso. Basti pensare che il 100 pesa addirittura 2 kg meno del 50 da cui deriva.

EFFETTO MAGNESIO Il resto del reparto ciclistico è invariato. Come il 50, anche l’Aerox 100 sfrutta i servigi di una forcella teleidraulica e di un monoammortizzatore idraulico (non regolabile). Davvero aggressivo il disegno dei cerchi che possono contare su una verniciatura a "effetto magnesio"; come vuole la tendenza degli scooter sportivi, i cerchi sono da 13 pollici e calzano pneumatici ribassati con sezioni da moto. Anzi, di più, visto che ben poche ruote alte possono vantare una misura 130/60-13 all’anteriore. Il 140/60-13 al posteriore, invece, è una garanzia; la potenza del piccolo motore due tempi non lo metterà mai in crisi. I colori a disposizione sono quelli del reparto racing Yamaha: il classico "Vivid Red" ed il più recente "Blue" che tanto avvicina l’Aerox alla maxi sportiva R1.

CRUSCOTTO SPORTIVO Altri due elementi differenziano il 100 dalla versione più "minuta". La strumentazione, che si presenta sempre con due elementi circolari di differente diametro, ritorna alle origini, riproponendo il contagiri analogico al posto del visore a cristalli liquidi. A completare la dotazione ci sono le spie per le luci, le frecce, la riserva olio, l’indicatore del livello carburante (sotto il contagiri) e, nell’elemento più piccolo, il contachilometri e il tachimetro. I blocchetti per i comandi elettrici sul manubrio sono rimasti gli stessi, sui quali spicca l’originale disegno dei tasti per l’accensione e il clacson che, come di consueto, ospitano i due specchietti, dal design aggressivo.
Il faro monoblocco è stato mantenuto, così come le caratteristiche alette dello scudo che, dal basso della carena, si protendono verso le gambe di chi guida, quasi ad abbracciarle.

PILOTA IN PANCHINA La sella è in linea con il carattere sportivo del 100: "comoda" come una panchina di legno, ma comunque ergonomica, per non scivolare in avanti nelle staccate al limite. La coda dell’Aerox è da vera moto sportiva, con le fiancatine sottosella bombate e il faro posteriore che spara verso il cielo. Il posto del passeggero c’è, ma è ben mimetizzato sull’apice del codone, in pratica è uno scarno cuscinetto di gomma dura, davvero poco invitante per l’eventuale passeggero, cosa che fa dell’Aerox uno scooter per cuori quasi solitari.
Passi che in Yamaha abbiano ritenuto di secondaria importanza il passeggero, dato che si tratta di un "hyper sport scooter", ma con un vero sellino si sarebbe potuto coprire il tappo di tipo racing ed evitare così il formarsi di fastidiose pozzette ad ogni accenno di pioggia. A proposito di sella, poi, sotto quella del pilota c’è il vano portacasco, calibrato giusto giusto per un casco integrale e per i documenti, mentre nel tunnel centrale è stato ricavato un piccolo vano portaoggetti.

COSTA POCO Il prezzo di 4.950.000 lire è in linea con quello degli altri scooter della stessa cilindrata (non per forza sportivi). Certamente è lui l’asso nella manica dell’Aerox 100, soprattutto se si considera che la differenza tra il 100 e il 50 (solo 460.000 lire) rende certamente più appetibile la versione di maggiore cubatura. E' vero, il 50 ha il doppio disco e il raffreddamento a liquido, ma poi va solo a quarantacinque all'ora…


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